Thursday, February 11, 2010

VILLAGGIO BREDA: “VICINO A PROTESTA RESIDENTI”

VILLAGGIO BREDA: “VICINO A PROTESTA RESIDENTI”


IL MUNICIPIO IN SILENZIO SULL’UFFICIO POSTALE. I RESIDENTI PROTESTANO IN CAMPIDOGLIO

“Esprimo sostegno e vicinanza ai residenti del quartiere Villaggio Breda che manifestano in Campidoglio contro la chiusura dell’ufficio postale di piazza Erasmo Piaggio, nel Municipio VIII”. Lo ha dichiarato, in una nota, il consigliere regionale Giuseppe Celli (Liberali e Rete Riformista).

“L’ufficio in questione è stato chiuso per inagibilità da Poste Italiane il 22 dicembre, senza aver prima individuato soluzioni alternative per i residenti. Tutto ciò dopo che i dirigenti di Poste Italiane, davanti ai comitati di quartiere ed al sottoscritto, avevano assunto il preciso impegno di fare tutto ciò che era in loro potere per fornire una soluzione in attesa dei lavori di ristrutturazione degli uffici di piazza E. Piaggio. Lavori che però non sono mai iniziati”, ha spiegato Celli.

“I residenti chiedono l’immediata collocazione di un container attrezzato adibito ad ufficio postale temporaneo e l’apertura di un tavolo di confronto per conoscere la durata dei lavori, i

tempi di collocazione del container ed avere conferme circa la riapertura dell’ufficio postale – ha aggiunto – Questa manifestazione nasce per sollecitare un coinvolgimento del Campidoglio nella convocazione di un tavolo di discussione con Poste Italiane, per giungere al più presto alla soluzione di una situazione che ancora una volta colpisce le periferie, spogliandole di servizi pubblici essenziali”.

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VILLAGGIO BREDA: “RESIDENTI SENZA UFFICIO POSTALE”

VILL. BREDA: “RESIDENTI SENZA UFFICIO POSTALE”

POSTE ITALIANE DISATTENDE GLI IMPEGNI: CHIUSO L’UFFICIO STORICO DI PIAZZA PIAGGIO

“A partire da stamattina Poste Italiane ha messo in atto la chiusura per inagibilità dell’ufficio postale di piazza Erasmo Piaggio, che serve i quartieri di Villaggio Breda, Villa Verde e Fontana Candida. Tutto ciò senza che l’Azienda abbia provveduto a predisporre una sede provvisoria di riferimento per i residenti della zona, che all’improvviso si ritrovano senza un ufficio postale” lo ha dichiarato in una nota il consigliere regionale Giuseppe Celli (Liberali e Rete Riformista).

“I residenti – si legge nella nota – sono così costretti ad arrivare fino a Tor Bella Monaca, all’ufficio funzionante più vicino, con grave disagio per i cittadini più anziani e quelli senza un proprio mezzo di trasporto, senza peraltro poter accedere ad alcuni servizi specifici, come il prelievo da libretto di risparmio postale”,

“Quanto accaduto - continua – è tanto più grave se si pensa che solo ieri i dirigenti di Poste Italiane, davanti ai comitati di quartiere ed al sottoscritto, avevano assunto il preciso impegno di fare tutto ciò che era in loro potere per fornire una soluzione temporanea ai residenti, in attesa dei lavori di ristrutturazione degli uffici di piazza E. Piaggio”.

“Un vero schiaffo in faccia ai cittadini che per anni hanno fatto affidamento sull’ufficio postale di quartiere, e che si sentono raggirati – conclude – Senza mettere in dubbio le giuste ragioni di sicurezza sui luoghi di lavoro alla base della temporanea chiusura degli uffici di P.zza Piaggio, è necessario che l’Azienda trovi una soluzione alternativa, dando seguito quanto prima agli impegni assunti davanti ai comitati di quartiere, che, in caso di mancato intervento, si sono già detti pronti a protestare davanti la sede del Municipio VIII e la sede centrale di Poste Italiane”.

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VILLA FULVIA: “GARANTIRE ASSISTENZA PAZIENTI”

VILLA FULVIA: “GARANTIRE ASSISTENZA PAZIENTI”

RIABILITAZIONE A RISCHIO PER 400 PAZIENTI, DI CUI 190 BAMBINI


“Garantire la continuità terapeutica ai pazienti in cura presso la casa di cura Villa Fulvia, che senza l’accreditamento da parte della Regione sarà costretta a sospendere i servizi di riabilitazione fisica e psichica ex Art. 26” lo ha dichiarato in una nota il consigliere regionale Giuseppe Celli (Liberali e Rete riformista), che  stamattina ha partecipato alla manifestazione organizzata dal comitato genitori e lavoratori della casa di cura Villa Fulvia davanti la presidenza della Regione.

“A seguito del DGR n. 329 del 2006  – “Società I.K.T. s.r.l. ricollocamento pazienti ed operatori strutture riabilitative ex art. 26” – alcune strutture private, tra cui Villa Fulvia, si stanno facendo carico di garantire la continuità terapeutica dei soggetti precedentemente assistiti dalle strutture dell’I.K.T., chiusa in seguito a vicende giudiziarie. Attualmente, infatti, presso la Villa Fulvia  vengono assistiti in convenzione, circa 360 pazienti ex Art.26, tra cui 170 bambini”, ha spiegato.

“L’operato della c.d.c. Villa Fulvia è stato giudicato in maniera positiva dai familiari degli assistiti, ma a causa del mancato accreditamento dei posti letto della propria struttura, la struttura a partire dal primo gennaio sarà costretta a sospendere l’attività riabilitativa dei pazienti ex I.K.T., acon conseguente dimissione dei pazienti stessi e messa in mobilità degli operatori che si occupano della riabilitazione”, ha aggiunto.

“Per soggetti così fragili e con bisogno costante di assistenza, la diminuzione o l’interruzione dei livelli di assistenza, anche se dettata dagli stretti vincoli economici imposti dal piano di rientro, sarebbe disastrosa. Senza contare i lavoratori, che rischiano seriamente si perdere il posto di lavoro. Ho presentato un’interrogazione urgente al vicepresidente Montino,  per sapere quali azioni intenda adottare la Regione Lazio, e con quale tempistica, per dare una risposta definitiva alle richieste dei familiari per garantire l’essenziale continuità assistenziale per soggetti particolarmente fragili, nonché per tutelare i lavoratori oggi a rischio”.

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Monday, December 14, 2009

Ater Ponte di Nona

RIASSEGNARE ALLOGGI DISABITATI ATER

COMUNE INTERVENGA

“Che in una città come Roma, ai primi posti in Italia per sfratti per morosità, e con 2.700 famiglie ancora in attesa di un alloggio popolare ci siano centinaia di case popolari assegnate ma non abitate è inaccettabile. Una simile situazione sfocia spesso in fenomeni occupazioni abusive o, peggio ancora, compravendita illegale Gli alloggi Erp ancora disabitati ad un anno dall’assegnazione, devono essere immediatamente riassegnati a chi ne ha diritto, e soprattutto bisogno. Quelli occupati abusivamente, vanno sgomberati”. Lo ha dichiarato, in una nota, il capogruppo della Rete socialista alla Pisana Giuseppe Celli.

“Ho più volte segnalato la grave situazione che affligge il complesso di edilizia popolare di Ponte di Nona, dove dal 2006 sono state segnalate decine di episodi di occupazioni abusive che stanno dando vita ad una vera e propria ‘graduatoria parallela’, nella speranza, magari, di una sanatoria – conclude – Ma al tempo stesso, sul fronte degli sgomberi delle occupazioni senza titolo, l’azione è praticamente ferma. Una situazione inaccettabile che deve essere sanata quanto prima, per ripristinare la certezza del diritto all’abitazione per le famiglie ancora in attesa di un alloggio, spesso con dieci punti in graduatoria”.

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Incursione ex Eutelia

EX EUTELIA, EPISODIO ALLARMANTE

FARE SUBITO CHIAREZZA

“L’atto intimidatorio denunciato dai dipendenti della Agile-Eutelia è un episodio grave ed allarmante, sul quale è necessario fare immediatamente chiarezza. Simili azioni non fanno che aggravare ulteriormente un clima di per sé già teso”. Lo ha dichiarato in una nota il consigliere regionale Giuseppe Celli (Liberali e Rete Riformista).

“Nell’esprimere vicinanza e solidarietà ai lavoratori, senza stipendio da mesi, che oltre al rischio tangibile della perdita del posto di lavoro devono anche subire simili atti di intimidazione, auspico un intervento diretto del Governo e ribadisco la necessità della convocazione quanto prima di un tavolo di confronto che coinvolga le istituzioni locali a tutti i livelli e le rappresentanze sindacali, per trovare una soluzione a reale tutela di centinaia di lavoratori – e di conseguenza di famiglie - oggi a rischio”, ha aggiunto.

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Monday, November 2, 2009

Legge disoccupati Over 40

INTERVENTI CONCRETI PER CATEGORIA A RISCHIO

DISOCCUPAZIONE OVER 40 GRAVE PIAGA SOCIALE

“Esprimiamo soddisfazione per l’approvazione della legge sul reinserimento lavorativo degli Over 40, un provvedimento che affronta un tema di grande rilevanza sociale, reso ancora più attuale e drammatico dalla grave crisi economica che investe in pieno anche la nostra regione. Per la prima volta la categoria dei disoccupati e degli inoccupati Over 40 viene formalmente riconosciuta come categoria a rischio di esclusione sociale”, lo dichiarano in una nota i consiglieri regionali Antonietta Brancati e Giuseppe Celli (Liberali e Rete Riformista), firmatari della legge.

“La legge prevede interventi concreti per il reinserimento degli over 40, attraverso un sistema di appositi incentivi alle imprese che si avvalgono di questa categoria, e di idonei percorsi di formazione e riqualificazione professionale per chi è già occupato, finalizzati alla valorizzare ed all’arricchimento di professionalità ed esperienze. Grazie ad un nostro emendamento, inoltre, l’ambito di intervento della legge è stato esteso per comprendere non solo i disoccupati ma anche gli inoccupati over 40, attraverso incentivi alle imprese per l’inserimento lavorativo di questi soggetti, un intervento che interessa in modo particolare le donne” hanno spiegato.

“L’esclusione lavorativa degli over 40 ha pesanti ripercussioni sulle famiglie in termini di disagio economico e psicologico. Nelle scorse settimane abbiamo sollecitato il rapido passaggio in Consiglio Regionale perché si giungesse all’approvazione di un provvedimento lasciato per troppo tempo nei cassetti della politica, attraverso il quale la Regione può contribuire fattivamente alla soluzione di un problema che investe una fascia sociale estremamente vulnerabile, che negli ultimi anni ha particolarmente risentito delle dinamiche di un mercato del lavoro che favorisce i giovani meno costosi, e taglia fuori i lavoratori maturi” hanno concluso.

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Piano Sanitario Regionale

PIANO SANITARIO: SERVE RIFORMA CULTURALE DEL SISTEMA

AVVIARE RIEQUILIBRIO DEI SERVIZI SUL TERRITORIO E PER IL TERRITORIO

“Il Piano Sanitario presentato in aula dal Presidente Marrazzo rappresenta un’occasione importante per avviare una riforma culturale del sistema sanitario regionale che, superando il modello che fino ad oggi ha visto l’ospedale come perno centrale dell’assistenza, operi un riequilibrio dei servizi sul territorio, e per il territorio, attraverso la creazione di una rete di assistenza ed emergenza più vicina alle reali esigenze del cittadino.”, lo ha dichiarato intervenendo in aula il consigliere regionale Giuseppe Celli (Liberali e Rete riformista).

“La riorganizzazione del SSR non può essere condotta in termini meramente ragionieristici, prevedendo tagli finalizzati solo al risparmio a discapito della qualità dei servizi. Le parole d’ordine devono essere: razionalizzazione dei servizi, riequilibrio dei servizi sul territorio e riconversione. Per una sanità di prossimità più agile e vicina al cittadino, occorre puntare con convinzione sulla creazione una rete di prevenzione sul territorio, attraverso la riconversione delle strutture ospedaliere più piccole in RSA, PTP e Hospice; la creazione di una rete di presidi poliambulatoriali con centri di primo soccorso ad orario H24; il potenziamento delle postazioni del 118”, ha spiegato.

“L’opera di risanamento della sanità laziale può e deve continuare anche al di fuori del Piano Sanitari, attraverso lo snellimento del sistema delle Asl, per il quale il presidente Marrazzo ha oggi ribadito la propria disponibilità, la riforma dei criteri per la designazione dei direttori generali, più investimenti in prevenzione per gli incidenti sui luoghi di lavoro, e infine una maggiore dotazione di risorse per i servizi legati alla prevenzione e cura dei disturbi mentali, un tema che coinvolge in prima persona migliaia di cittadini della nostra regione”, ha concluso.

Posted by Ufficio Stampa GC in 16:34:29 | Permalink | Comments Off

IRCCS Santa Lucia

SANTA LUCIA: SALVAGUARDARE LAVORATORI


RIVEDERE IL DECRETO COMMISSARIALE 56


“Rivedere il decreto commissariale 56 che se applicato mette a rischio la tenuta occupazionale della Fondazione Santa Lucia e ne pregiudica l’attività di ricerca e di assistenza ai malati neuro-mutolesi”, a chiederlo il consigliere regionale Giuseppe Celli (Rete riformista).

“Parliamo di una struttura le cui attività sono motivo di vanto per la Regione, che ogni anno effettua 2570 ricoveri ospedalieri e 209.000 prestazioni ambulatoriali specialistiche, ed è risultata il primo IRCSS del Centro Sud per produttività scientifica. Un capitale di professionalità ed esperienza che deve essere tutelato e salvaguardato”, ha aggiunto.

“Auspico inoltre che la Regione intervenga affinché gli standard assistenziali e di ricerca della fondazione ricevano il giusto riconoscimento economico. Invito pertanto il presidente Marrazzo a chiedere un incontro urgente con i ministri delle Finanze e della Salute per concordare una soluzione relativa allo sblocco dei fondi che il governo ancora deve alla Regione”, ha concluso.

Posted by Ufficio Stampa GC in 16:30:35 | Permalink | Comments Off

Audizione Sicurezza municipio VIII

TOR BELLA MONACA: INTERVENIRE SU PIU’ FRONTI

PIU’ PRESENZA FORZE DELL’ORDINE; INTERVENTI SU CULTURA E SCUOLA; LOTTA ALLE OCCUPAZIONI ABUSIVE.

“I territori a rischio devono essere messi al centro dell’azione politica per consentire ai cittadini di riappropriarsi delle strade e degli spazi dei propri quartieri. I risultati del sondaggio Onps sulla percezione delle sicurezza che assegnano la maglia nera al municipio VIII rappresentano l’ennesimo grido di allarme di cittadini che sentono le istituzioni sempre più lontane”, lo ha dichiarato in una nota il consigliere regionale Giuseppe Celli (Liberali e Rete riformista), intervenendo all’audizione sulla sicurezza nel municipio VIII della commissione regionale sicurezza.

“Il primo passo è garantire una maggiore presenza delle forze dell’ordine nei territori con maggiori criticità, dove il senso di paura ed insicurezza è aggravato da episodi di violenza ormai all’ordine del giorno. Invece oggi le periferie vengono svuotate delle forze dell’ordine, a favore di zone più centrali. Ma oltre che di uomini c’è carenza di strutture. Il municipio VIII ha solo un commissariato e per di più all’interno del Raccordo, mentre il suo territorio si sviluppa per la gran parte fuori del Gra. ne serve un altro a Lunghezza. In più ho proposto la trasformazione in tenenza dei carabinieri in una delle tre caserme presenti nel municipio, per garantire un maggiore radicamento sul territorio”, ha spiegato.

“Ma la sicurezza non si garantisce solo con la presenza delle forze dell’ordine; è necessario intervenire anche sugli altri fronti: inclusione sociale; istruzione, formazione e orientamento al lavoro; integrazione; sostegno alle famiglie, casa. Occorre investire con convinzione nella cultura e nella scuola; le esperienze positive del teatro di Tor Bella Monaca e del liceo Amaldi vanno valorizzate. Un altro fronte è quello del contrasto alle occupazioni abusive ed al fenomeno della compravendita illegale degli alloggi popolari, per recuperare case da assegnare a chi ne ha diritto. La riapertura della stazione di Salone, infine, riconsegnando ai cittadini uno snodo fondamentale per i propri spostamenti quotidiani, darebbe il segnale che le istituzioni non si sono arrese all’illegalità. I servizi essenziali vanno portati nelle zone che ne sono carenti. Non si può continuare con la politica scellerata di spostare in periferia i problemi del centro, aggiungendo disagio a disagio” ha concluso.

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Tuesday, October 6, 2009

Beni confiscati a mafie

APPROVATA LEGGE SU BENI CONFISCATI A MAFIE

SEGNALE IMPORANTE PER COLLETTIVITÀ

“La legge regionale per l’uso sociale degli immobili confiscati alle mafie, la prima in Italia in materia,  è un segnale importante nei confronti della collettività, alla quale vengono restituiti i beni confiscati, e nei confronti di chi si impegna in prima persona nell’opera di recupero e utilizzo, che spesso rischia di essere vanificata dalle lungaggini della burocrazia”. Lo ha dichiarato in una nota il capogruppo della Rete Socialista alla Pisana Giuseppe Celli,

firmatario del provvedimento.

“La creazione di un’Agenzia specifica per i beni confiscati contribuirà ad assicurare una maggiore efficacia all’azione amministrativa nella restituzione dei beni alla collettività sotto forma di servizi ai cittadini. Il provvedimento snellisce inoltre le procedure di destinazione e assegnazione, attraverso l’istituzione dei fondi di rotazione e di garanzia”, ha aggiunto.

“Tra la confisca del bene e la sua destinazione ad uso sociale possono passare più di 10 anni, ed è probabile che nel frattempo i beni di deteriorino. Il deciso intervento della Regione per sanare un simile paradosso rappresenta quindi un messaggio ben preciso a difesa della legalità ed un segnale concreto di presenza delle istituzioni al fianco dei cittadini”, ha concluso.

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